UN BAMBINO O UN PIATTINO?
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Non si gioca a tavola

giugno 14th, 2016 | Posted by Roberta C. in letture - (0 Comments)

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Non si gioca a tavola, Chiara Balzarotti e Guido Quarzo, ed. Editoriale Scienza

Non si gioca a tavola!

Oppure si?

Dopo che avrete dato un occhio a questa fantastica raccolta di progetti creativi e culinari messa in piedi da Editoriale Scienza, credo che deciderete che si può, eccome.

All’opera Chiara Balzarotti, autrice di libri per bambini e creativa, che questa volta si è divertita ad inventare ben diciotto piste per costruire riciclando. E per cucinare.

Funziona così: si parte da un alimento e si costruisce un oggetto strampalato con il suo contenitore, poi si passa a cucinare…il contenuto.

Non si butta via niente insomma.

I lavoretti sono divertenti e vengono spiegati chiaramente, con tanto di lista di materiali necessari alla costruzione, e le ricette sono semplici e danno grandi soddisfazioni ai pargoli.

Ma non pensiate che sia finita qui!

Ogni alimento porta in dote una storia, raccontata nientemeno che da Guido Quarzo.

Ad accompagnarci lungo il percorso due perdsonaggi: Arturo, volpe ingeniosa e Mosquito che , in quanto mosca, preferisce ronzare sul cibo e si intende di ricette.

E adesso ditemi se avrete il coraggio di buttare il contenitore dei tortellini, quando sapete che può trasformarsi in uno squalo , o la scatoletta del tonno che promette di diventare un’astronave…

 

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Ingredienti

 

farina     300 gr

2 uova

burro        30 gr

zucchero a velo 2 cucchiai

rum 2 cucchiai ( si si, rum, avete capito bene… )

lievito vanigliato 1 cucchiaino

sale 1 pizzico

 

 

Svegliati lupo, è carnevale!!

Chi è che parla?? Intanto nella padella sfrigola l’olio e un profumino delizioso si insinua sotto il suo nasone…

Di cosa si tratta?

Ma di sfrappole, miei cari! Non so come le chiamiate voi, ma dalle nostre parti rispondono a questo nome.

Ovvero all’assaggiatore commosso che chiede, sbriciolandola voracemente : ” Come ti chiami dolcetto sublime?? ”

” Sfrappolaaaaa ” fa appena in tempo a rispondere la malcapitata, prima di finire divorata.

 

Siete anche voi sgranocchiatori seriali di dolcetti di carnevale, non negatelo, ma… sapete anche cucinarli?

Si dà il caso che il lupo abbia una ricetta per voi, o meglio, la ricetta sarebbe della nonna, ma si sa che tra nonne e lupi intercorrono relazioni alimentari di vario genere e, quando il lupo pazienta e non mangia la nonna in un boccone, può capitare che benefici della sua saggezza e delle sue abilità culinarie.

 

Ma bando alle chiacchiere ( e non sto parlando delle chiacchiere dolci di carnevale, eh eh… ).

Mescolate gli ingredienti fino ad ottenere un impasto simile alla sfoglia ( se dovesse risultare troppo duro aggiungete un goccio di latte ), poi spianatelo con il mattarello e con la rondella tagliatelo in nastri che annoderete a casaccio.

Mettete a friggere un’abbondante dose di olio da frittura ( se vi va potete usare anche lo strutto, ohibò! ) e quando è bello sfrigolante iniziate ad immergere le vostre sfrappole e a cuocerle.

Non cuocetene troppe alla volta.

Man mano che diventano dorate ripescatele e mettetele a riposare su carta assorbente.

Ah, non dimenticate di spolverarle con lo zucchero a velo!

 

E quando saranno raffreddate, fate uno squillo e vengo ad assaggiarle.

Busserò alla vostra porta e voi chiederete:

” Chi éééééééé? ”

Io risponderò:

” Cappuccetto Rossooooo ”

Tanto la sapete la storia, no?

Aprite e, se ci trovate il lupo, fatela poco lunga.

Se le sfrappole saranno buone risparmierò la nonna…..

 

 

Chi l’ha mangiato?

settembre 24th, 2015 | Posted by Roberta C. in letture - (0 Comments)

 

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Chi l’ha magiato? Emanuela Bussolati e Federica Buglioni, Ediz. Editoriale Scienza

 

L’educazione alimentare inizia presto e così Editoriale Scienza questa volta ha pensato di rivolgersi ai più piccoli.

L’ultimo volume della collana Ci provo gusto, uscito da poco, è proprio per i pupattoli dai due anni di età e si tratta di un albo cartonato e “finestrato”, che guida il bimbo alla scoperta degli alimenti amati dagli animali.

Chi ha assaggiato la mela? Dita grassocce sollevano l’aletta ed ecco che compare quel ghiottone dell’orso.

Ma la mela piace anche a noi! Non mangiamo forse la torta alle mele con la stessa golosità?

E così via, di alimento in alimento, ci si tuffa nella prima lezione di ecologia, scoprendo le cose che piacciono sia agli animali che agli umani.

Semplice ed immediato il messaggio: la natura provvede e nutre tutti quanti.

E al lupo cosa piace?

Per il momento il lupo si sgranocchia questo libro con gusto!

Ce ne saranno altri?

 

Food Immersion Festival

settembre 17th, 2015 | Posted by Roberta C. in cavoli a merenda - (0 Comments)

Il lupo si è risvegliato, finalmente!

In questi mesi di letargo, mentre lo credevate a sonnecchiare e a ronfare, ha anche sgranocchiato, letto e sperimentato.

Beh, insomma, quanti verbi…si direbbe in altre parole che il lupo ha fatto cose….

Ma è venuto il momento di stiracchiarsi per bene e di rimettersi all’opera.

E quale occasione migliore di un Festival culinario per rientrare in scena?

 

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Si da il caso che a Reggio Emilia, il 2-3-4 ottobre, si ripeta la quarta gloriosa edizione del Food Immersion Festival, dove si celebrano cucina e creatività, nella suggestiva cornice dei Chiostri di San Pietro.

Fitti fitti sono gli eventi che potrete sbirciare qui e si spazia in lungo e in largo nell’universo del cibo: incontri, workshop, degustazioni, mercati, mostre e musica.

A promuovere questo interessantissimo groviglio di eventi è La Papilla Brilla, circolo Arci che nasce nel 2008, da un progetto di 5 amiche ( che poi diventeranno 6 ) che si dedicano al cibo in tutte le sue sfaccettature.

Nutrirsi, cucinare e sedersi a tavola sono la base di partenza, ma l’interesse delle nostre Papille Brille va oltre, tanto che il Food Immersion è nato proprio con l’intento di raccontare il cibo mettendolo in relazione con le sue diverse espressioni artistiche: design, fotografia, illustrazione, musica.

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Ma andiamo a mettere il naso tra i workshop in programma.

 

Amate la pizza?

Il 4 ottobre, con Gaia Segattini di Vendetta Uncinetta, fashion designer e inarrestabile creativa, potrete costruirvi la pochette più indigesta che mai abbiate immaginato.

 

 

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Se invece non sapete cosa sono gli Amigrumi, dovete assolutamente rimediare e, muniti di uncinetto, ne potrete sferruzzare uno sotto la sapiente guida di Ylenia Tagliafraschi di Ohiaoja Vegetables. Il 3 ottobre.

 

 

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Per i vostri pargoli poi ci sono svariate opportunità:

il 4 ottobre  – Autoritratti in fermento , laboratorio stupefacente di arte materica, con semi e colori, dai 3 agli 8 anni

– Yogurt fatto in casa, dai 3 agli 8 anni

il 3 ottobre   – Arti – Chef per costruire un ricettario ideato, disegnato e rilegato dai bambini, dagli 8 anni ai 12 anni

E per i genitori di piccoli lupi, il 3 ottobre Ricette per uno svezzamento alternativo, con Ilaria Casagrande di Cosa Mangia Camilla

 

Ed ora, sperando di non essersi incartato con questo groviglio di link rilasciati, il lupo in evidente ipoglicemia vi saluta e va a rimediare qualcosa di commestibile.

Aaaaaaauuuuuuuuu!!

Ci si vede a Reggio Emilia!

 

Storie in frigorifero

maggio 26th, 2015 | Posted by Roberta C. in letture - (4 Comments)

 

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Storie in frigorifero, Emanuela Bussolati e Federica Buglioni, Ed. Editoriale Scienza

 

 

Ci provano davvero gusto Federica Buglioni ed Emanuela Bussolati a sfornare libri che parlano di cibo e così, dopo “Il club dei cuochi segreti” e “Giochiamo che ti invitavo a merenda”, esce il terzo prezioso volume della collana “Ci provo gusto”.

Il titolo è “Storie in frigorifero” e badate bene che dovete avere un frigorifero davvero capiente per contenerle tutte, perchè sono tante e tutte molto appetibili!

Si tratta questa volta di andare ad esplorare in giro per il mondo, per scoprire storie vere che riguardano il cibo e la tavola.

E per ritrovare le origini delle abitudini alimentari si viaggia non solo per il globo, ma anche nel tempo.

Sapete cosa succedeva nel settecento sui vascelli che solcavano gli oceani?

Avreste mai detto che i marinai e i feroci pirati bevevano spremuta d’arancia, come fate voi a colazione?

E se doveste essere invitati ad una tavola giapponese per sorbirvi un brodo, ricordatevi di risucchiare rumorosamente per dichiarare il vostro apprezzamento…

Insomma, c’è da curiosare per scoprire un mondo che non immaginate, dall’origine della cioccolata e del caffè, al primo utilizzo delle posate.

E la storia, la grande storia, si mischia ai racconti sul cibo, come la lunga Marcia del Sale di Gandhi o il Boston Tea Party con cui nel diciottesimo secolo in America si protestò contro le ingiuste tassazioni britanniche.

Date un’occhiata alle prime pagine e sbirciate il racconto dei pesci delle tempeste.

 

 

 

Il libro è strutturato in brevi capitoli e si può leggere e consultare cominciando dalle storie che più incuriosiscono.

Ogni argomento narrato é illustrato piacevolmente da Emanuela Bussolati ed é seguito da una piccola raccolta di brevi aneddoti, che si prestano ad una consultazione leggera e rapida.

Adatto alla lettura autonoma dei bambini dai 7 anni in su, è a mio avviso anche un preziosissimo strumento didattico da usare a scuola, per arricchire i percorsi di educazione alimentare che tante maestre e maestri intraprendono.

 

In caso vogliate assaggiare qualche argomento dei due libri precedenti della collana, mordete, ops!, cliccate qui.

 

 

Avvistato Lupo in fiera

aprile 8th, 2015 | Posted by Roberta C. in cavoli a merenda - (0 Comments)

 

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Se ben 22 mila visitatori hanno scorrazzato per il padiglione 22 del Bologna Children’s Book Fair tra sabato 28 e domenica 29 marzo, sappiate che tra loro c’era anche un Lupo, insomma, il nostro Lupo che mangia e legge con pari entusiasmo.

E d’altronde come poteva bigiare questa succulenta edizione della Fiera del Libro per Ragazzi, che strizza l’occhio all’EXPO 2015 e celebra il tripudio di libri “commestibili”, ovvero dedicati in qualche modo al cibo?

Nell’opulenta Libreria Internazionale, allestita dalla Giannino Stoppani all’interno del padiglione, era copiosa l’offerta di testi, illustrati e non, dedicati all’argomento.

Insomma c’era da attingere a piene mani, curiosando tra le più svariate pubblicazioni provenienti da tutto il mondo e nelle prossime settimane, per non dire nei prossimi mesi, avremo modo di sfogliare e assaggiare insieme le novità.

Ma facendo un passo indietro, per chi si è perso qualche puntata, anche quest’anno la Fiera del Libro per ragazzi ha pensato bene di aprire i battenti ai bambini, dedicando loro appunto il padiglione 22, dove oltre alla Libreria Internazionale, hanno potuto partecipare a numerosi eventi e laboratori, svariati dei quali ammiccavano all’argomento cibo.

Sabato mattina ci siamo beati del laboratorio condotto da  Alice Keller e Veronica Truttero, che seguendo le orme del maestro Arcimboldo, hanno guidato i bambini a comporre il loro foody con frutta e ortaggi di stagione, provenienti da diverse parti del pianeta.

 

 

 

 

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Nel pomeriggio invece si festeggiava un compleanno, anzi che dico, un  NON COMPLEANNO.

E di chi poteva essere secondo voi, se  non di Alice?

Quale Alice?

Ma lei, quell’Alice nel paese delle meraviglie, è ovvio!

150 anni portati bene, i suoi!

A celebrare l’evento,presentato da Marcella Terrusi, nientemeno che Gino Fabbri, campione del mondo di pasticceria, che ha incantato i bambini portando sul palco la sua gigantesca torta a più piani.

 

 

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Ma la vera produzione magica  di Gino Fabbri non era la torta gigante, bensì questi magnifici biscottoni glassati che portavano una scritta strampalata: EAT ME…

Vi dice nulla?

E soprattutto: li avete assaggiati senza riportare conseguenze?

Il mio io l’ho conservato in un cassetto segreto: potrebbe sempre tornare utile…

 

 

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Queste sono state solo due chicche del programma allestito dalla magnifica macchina che è la Fiera del Libro per Ragazzi e i bambini hanno risposto con entusiasmo, pestando numerosi, con i loro piccoli piedi il padiglione 22 e confermando anche quest’anno quanto sia importante rendere fruibile anche a loro questo grande e suggestivo evento, aprendo i battenti nel fine settimana che precede le giornate riservate agli addetti ai lavori.

E insomma, il lupo non se l’è fatto ripetere due volte: ha scorazzato con i bambini prima e con gli addetti poi, perchè diciamo la verità, come fareste senza un reporter come lui, che vi racconta del cibo nascosto tra le pagine dei libri per ragazzi?

Come dite, vi arrangereste da soli?

Scovereste tutti i titoli più appetibili?

Va bene, ve lo lascio credere, ma restate comodi che per il momento ci pensa Luuuuuiiiiiiii…..

Ah e già che ci siete, non vi perdete la mostra Books & Seeds/Libri & Semi – aperta al pubblico dal 30 marzo al 12 aprile in Sala Borsa –  che presenta una selezione di oltre 100 libri da tutto il mondo dedicati ai temi di Expo – l’agricoltura, la coltivazione biologica, la biodiversità, l’abbondanza e il deficit alimentare, la cucina e molto altro.

Capito?

 

 

 

Amaretti

febbraio 23rd, 2015 | Posted by Roberta C. in ricette - (0 Comments)

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Ingredienti

 

farina di mandorle 190 gr

2 albumi

zucchero semolato 150 gr

zucchero a velo, come se piovesse

 

 

Era da dire che prima o poi sarebbe successo.

Il reparto dove tengo gli ingredienti per fare dolci, nella mia dispensa, è talmente pieno che fa pensare alle scorte che si fanno in vista di catastrofi naturali.

E c’è poco da stupirsi se ogni tanto l’ammasso di buste, sacchetti e vasi mi frana sulla testa.

Beh, il crollo di ieri mi ha fatto capitare tra le mani un prezioso sacchetto di farina di mandorle acquistato qualche mese fa, in un periodo in cui credevo che io e il glutine fossimo poco amici; devo dire che, di certe farine acquistate allora, al momento non so proprio che farne e le guardo con scarsa simpatia.

Cosa potrò mai combinare con quel sacchetto di polverina bianca che sembra talco e invece porta la scritta Farina di Riso?

Per non parlare della triste mescolanza grigiastra che risponde al nome di Farina di Grano Saraceno.

Insomma, ogni volta mi si affloscia l’umore e benedico il test per la celiachia che mi ha liberato dall’orrendo sospetto di dover fare a meno di focacce e panini per il resto dei miei giorni.

Detto questo, la farina di mandorle l’avevo comprata per fare cosa?

Ma gli amaretti, è chiaro!!

Vado a cercare il pizzino con la ricetta che mi hanno passato un po’ di tempo fa e mi metto all’opera.

E voi siete pronte?

Mano alla frusta ( o meglio allo sbattitore elettrico ) e via a montare a neve gli albumi.

Successivamente aggiungete lo zucchero semolato e continuate  a montare.

Quando non ne potete più passate alla farina di mandorle, che ingloberete un po’ alla volta e con mano leggera ( suvvia, pare che siate abituate a lavorare di cazzuola! ).

Ci siete?

Ora fate con l’impasto palline grandi come noci  ( che, oh si si, vi si appiccicheranno ovunque, ma voi non perdetevi d’animo ) e tuffatele nello zucchero a velo, prima di disporle, un po’ spiaccicate, sulla lastra del forno precedentemente foderata di carta forno.

Olè, girate la manovella sui 180° e lasciate cuocere per 10 minuti, in modalità statica.

Non ve ne andate, non girate l’angolo, non cedete alla tentazione di andare a stendere il bucato ( minchione che non siete altro ), o di rifarvi il trucco per uscire ( ma dove volete andare mai se tra poco sono pronti gli amaretti…. ) o di telefonare ad un’amica ( logorroiche ).

Sedetevi davanti al forno e guardate amorevolmente gli amaretti.

Insomma, in modalità statica pure voi.

Ve lo dice una che ha bruciato tanti di quei biscotti che ci si potrebbe sfamare il terzo mondo.

Così, non appena i vostri amaretti saranno giusto giusto dorati, ZAC!, tirateli rapidamente fuori e lasciateli raffreddare.

 

Mai stata così contenta che mi franasse addosso il contenuto della dispensa, io.

 

 

 

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Bologna Children’s Book
Fair si avvicina.

Stiamo parlando della Fiera del Libro per Ragazzi, appuntamento imperdibile e attessissimo per gli addetti ai lavori del mondo dell’editoria dedicata all’infanzia.

Bologna caput mundi per quattro giorni, quest’anno dal 30 marzo al 2 aprile.

E come ogni anno attesissimo è l’annuncio dei vincitori del Bologna Ragazzi Award, che riconosce i libri migliori dal punto di vista del progetto grafico-editoriale.

Fiction, Non Fiction, New Horizons e Opera Prima, sono le quattro categorie principali, a cui si affianca da quattro edizioni a questa parte una sezione speciale Bologna Ragazzi Digital Awards, riservata all’editoria digitale, volta a premiare il meglio delle apps sviluppate per il mercato dei giovani lettori.

Si tratta di riconoscimenti assai ambiti nel settore e il livello delle opere che partecipano è altissimo.

Ma veniamo alla novità che ci tocca più da vicino, ovvero che vede alla ribalta per il 2015 i libri per ragazzi legati all’argomento cibo.

Quest’anno, ad un mese dalla chiusura del Bologna Children’s Book Fair, apre i battenti a Milano un’altra attesissima Fiera Internazionale, ovvero l’EXPO, il cui tema sarà niente meno che “Feeding the Planet, Energy for Life”, ovvero “Nutrire il pianeta”.

E in questa occasione il BolognaRagazzi Award ha presentato una speciale sezione, ovvero un’ulteriore categoria di concorso:

“Books & Seeds”/ “Libri & Semi”, dedicata a temi quali agricoltura, coltivazione biologica, biodiversità, cibo, abbondanza e deficit alimentare, nutrizione, sicurezza e cucina.

Ad affiancare la Giuria internazionale di BolognaRagazzi Award, una seconda Giuria di esperti di questi temi, presieduta da Susanna Tamaro, autrice di “Cuore di ciccia”, storia di un bambino e della sua relazione molto speciale con il suo frigorifero.

Ebbene, sono usciti i nomi dei vincitori se volete farvi un’idea dei libri premiati per ogni categoria, potete curiosare qui .

Se invece volete indagare la categoria “Book & Seeds” date un’occhiata, ma intanto ve li anticipo.

 

Vincitore della categoria:

 

 

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Menzioni

 

 

Frigo Vide

Testo di Gaёtan Daurémus
Seuil Jeunesse (Paris, France, 2009)

 

punado

 

Un Punado de Semillas

Testo di Monica Hughes / Luis Garay
Calibroscopio Ediciones/Ediciones Ekaré (Buenos Aires, Argentina / Barcelona, Spain – Caracas, Venzuela, 2013)

 

cusin

 

Une cusine qui sent les bon les soupes du monde

Testo di Alain Serres / Aurélia Fronty
Rue du Monde (Voisins-Le-Bretonneux, France, 2012)

 

tabble

 

A Table!

Testo di Martine Gasparov / Violaine Leroy
Gallimard Jeunesse (Paris, France, 2014)

 

kulin

 

Wytwórnik kulinarny

Testo di Katarzyna Bogucka / Szymon Tomiło
Wytwórnia (Warsaw, Poland, 2014)

 

cake

 

The Largest Cake in the World

Testo di Young-Eun Ahn / Seong-Hee Kim
Junior Gimm-Young Publishers Inc. (Gyeonggi-do, South Korea, 2014)

 

Insomma ce n’è per tutti i gusti.

Pizza

febbraio 4th, 2015 | Posted by Roberta C. in letture - (0 Comments)

 

 

 

 

 

Pizza, Emile Jadoul, Ediz. Ecole des Loisirs, Collection Pastet

 

Piove.

Come oggi qui da noi.

In casa, un cane, un pollo, un maiale e un’anatra giocano, ma si annoiano un po’.

Facciamo che io sono il pollo ( la mia propensione per il genere è ormai riconosciuta ).

Voi chi siete?

Al cane viene fame e  d’altronde come si fa a non pensare al cibo quando il brutto tempo ci costringe al chiuso?

I quattro amici pensano un po’ a cosa mangiare, poi decidono di ordinare una pizza.

Ma quando la pizza verrà consegnata, nessuno avrà voglia di aprire la porta e di affrontare il freddo e la pioggia.

 

 

 

 

 

Ogni animale dirà la sua ed è divertente ascoltare le parole di ognuno riguardo al tempo.

« il fait un froid de canard »  dirà l’anatra

« un temps de cochon » si lamenterà il maiale

« un temps à ne pas mettre un chien dehors »  recriminerà il cane

Perchè siamo in Francia, non ve l’avevo detto…

Alla fine sarà il pollo, virtuoso pollo!, ad aprire l’uscio e a ritirare le pizze.

 

 

 

 

 

Una storiella piccina, raccontata e illustrata con maestria da Emil Jadoul, magnifico disegnatore belga.

I tratti sono lievi, le ambientazioni appena accennate, ma i personaggi s’impongono con una personalità spiccata.

A pensarci bene il Belgio è davvero una terra magica, pullulante di illustratori di prim’ordine….

 

E dunque voi avete già ordinato la vostra pizza?

E soprattutto, sapete già chi andrà ad aprire l’uscio?

 

 

Il club dei cuochi segreti

dicembre 1st, 2014 | Posted by Roberta C. in letture | libri di cucina - (0 Comments)

 

 

 

 

Il club dei cuochi segreti, Emanuela Bussolati e Federica Buglioni, Ediz. Editoriale Scienza

 

Vi avevo lasciato con il fiato in sospeso, dicendovi delle due uscite di Editoriale Scienza per la nuova collana Ci provo gusto.

Siete andati a sbirciare da soli?

Vi siete fatti un’idea anche del secondo titolo?

Beh, farò finta di niente e vi racconterò tutto come se non sapeste nulla…

Il club dei cuochi segreti è il titolo del volume dedicato ai ragazzini più grandi.

Ed è anche il nome di un gruppo appunto segretissimo, quello di quattro cugini che passano in campagna dai nonni le vacanze di Natale, di Pasqua e quelle estive.

Insomma ce n’è per tutte le stagioni.

I cugini scoprono il mondo dell’orto, il cielo stellato estivo e altre meraviglie della natura e alla fine di ogni avventura c’è una ricetta, facile da eseguire e spiegata chiaramente.

Viene voglia di sperimentarle subito.

Date una guardatina qui intanto, se volete un primo assaggio…

Tra le pagine corrono di soppiatto animali di ogni tipo: ricci silenziosi in punta di piedi e polli starnazzanti, lombrichi umidicci e lente lumache, che attraversano la storia ognuno con il proprio passo.

E tra germogli ,funghi e le più svariate erbe, c’è vita in abbondanza per fare numerose esperienze.

L’intento didattico insomma è portato pienamente a termine, ma senza pedanteria alcuna e la storia dei quattro piccoli esploratori si segue d’un fiato.

Accattivante la grafica, che vede alternarsi fotografie alle illustrazioni vivissime di Emanuela Bussolati e che utilizza font diversi per la parte narrativa e per le ricette.

Più che una storia come tante, sembra un diario, un quaderno degli appunti e anche questo cattura il piccolo lettore, chiamandolo a far parte del club segreto.

E poi posso dire una cosa ancora, da lettrice della vecchia guardia quale sono, di quelle che ancora si affezionano ai libri di carta?

Ebbene, gli angoli smussati di questa collana mi fanno impazzire.

Tutte storie, direte voi.

E invece mica vero.

Il formato ricorda un taccuino e viene voglia di infilarlo nella tasca della giacca e di uscire subito in cerca di un orto.

Abbiate pazienza…

 

 

 

 

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